5 regole per la tua internet startup

Sembra sempre più facile ed interessante la possibilità di iniziare un business sfruttando le potenzialità del web. Il numero delle abitazioni italiane con un collegamento internet è sempre maggiore e un numero sempre più alto di consumatori sono costantemente connessi grazie a smartphones e tablets.
Conseguentemente per un business basato sul web questo si traduce in un mercato ampissimo di clienti disponibili ovunque siano ed in qualsiasi momento.

I costi legati alle tecnologie richieste per iniziare un business online sono precipitati. L’abbonamento per l’hosting di un sito internet o un blog è decisamente irrisorio.
In più il livello di training tecnico necessario per fare un sito internet o uno store online non è più una barriera insormontabile e soprattutto se ti devi far aiutare da qualcuno nel farlo non ti costa più cifre da capogiro.

Se stai pensando di iniziare un nuovo business renditi conto che mentre molte cose sono cambiate in questi anni ci sono alcuni principi da seguire che continuano a rimanere gli stessi, tutti elementi che compongono un business plan di qualità.

Eccoti alcune linea guida che sono state utili nel mondo degli affari per decenni… E puoi applicarle ancora oggi per far iniziare la tua start-up in modo ottimale!

Regola per la tua start-up #1: Il tuo nuovo business deve risolvere un problema ed essere di beneficio a qualcuno.

Cosa rende il tuo business così irresistibile da far metter la mano ai portafogli ai tuoi clienti?  Aspetta ad iniziare un attività se non hai ancora una risposta convincente a questa domanda.
Rispondere a questa domanda ti aiuterà sicuramente a definire meglio il tuo business e a identificare le priorità più importanti. Quelle priorità saranno focalizzate ad aiutare i tuoi clienti a risolvere un problema.

Regola per la tua start-up #2: Studia i punti forti ed i punti deboli della concorrenza.

Qualsiasi business ha concorrenza. La concorrenza non è rappresentata solamente da un attività simile alla tua. Considera piuttosto qualsiasi altra attività che risolve il medesimo problema o risponde agli stessi bisogni cui rispondi tu con la tua attività e potenzialmente per gli stessi tuoi clienti.

Il blog che vende una serie di webinar compete con la libreria e allo stesso tempo con l’università online. Rispondono tutti allo stesso bisogno dei clienti solamente in modo leggermente diverso.
Oltre a sapere chi sono i tuoi concorrenti devi sapere anche dove eccellono e dove hanno delle mancanze. Fatti una mappa dei loro pro e dei loro contro confrontati ai tuoi pro e ai tuoi contro.

Regola per la tua start-up #3: Conosci i tuoi clienti e in che modo prendono decisioni quando acquistano.

Una cosa è conoscere chi sono i tuoi potenziali clienti, un’altra è sapere in che modo decidono di acquistare. Gli imprenditori più di successo sanno COME pensano i loro clienti. Cosa importa maggiormente ai tuoi clienti? Il prezzo? La convenienza? Il servizio? Quali sono gli altri fattori che influenzano la sua decisione?
Non accontentarti di sapere solamente CHI saranno i tuoi clienti. Cerca di capire perchè comperano e perché compereranno da te.

Regola per la tua start-up #4: Crea un budget per iniziare il tuo business ed uno per la fase operativa.

Se stessi volando su un aereo che deve attraversare l’oceano vorresti sapere quanto carburante ti serve per decollare o di quanto te ne serve per sorvolare tutto l’oceano?
La risposta è ovvia. Ma nonostante ciò ancora oggi molti imprenditori si focalizzano solamente sui costi per iniziare l’attività e poi gli manca capitale per sostenere il loro business.
Ad esempio non hanno soldi per fare pubblicità o promuovere la loro attività.
Non è una novità il fatto che il motivo principe di fallimento dei nuovi business è solitamente la mancanza di capitale.

Se hai intenzione di aprire una start-up , assicurati che il tuo budget tenga in conto quanto ti servirà ad iniziare e a sostenere il tuo business fino a che diventa profittevole.
Calcola anche l’eventualità che i tuoi profitti crescano meno velocemente del previsto e non lasciare che qualche errore di calcolo fermi il tuo business in crescita.

Regola per la tua start-up #5: Gioca se ami il gioco.

Avere passione per quello che fai è essenziale per aver successo. La ragione è semplice: avere successo nel business richiede perseveranza. Devi amare quello che stai facendo per non abbandonarlo anche nei momenti un po’ bui.
Molti imprenditori di successo ti diranno che gli ci è voluto più tempo di quanto si erano programmati per iniziare a far soldi. Se non avessero amato quello che stavano facendo e non avessero avuto la passione a sostenerli forse avrebbero mollato la presa poco prima della linea di arrivo.

Se hai la voglia e la passione di iniziare un nuovo business sfruttando le possibilità del web segui queste 5 regole ed inizierai con il piede giusto.

Pochi sentieri nella vita lavorativa di una persona sono così soddisfacenti come l’iniziare ed avere successo nel proprio business. Provaci.

Fonte: fresheventure.com

E-commerce e Pmi: strategie e soluzioni 2012

Puntano sempre più sul web e sull’e-commerce le Pmi italiane. Ormai, sono tante le ricerche che confermano questo trend in crescita tra le imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, complice la crisi economica che le spinge a cercare nuove strade per far crescere il proprio business restare competitive sui mercati.

Una recente indagine condotta dal Gruppo Dada su 700 realtà italiane in merito all’e-commerce ha evidenziato quali sono le principali strategie e soluzioni che le Pmi prevedono di mettere in campo nel corso del 2012.

Ad essere coinvolte dall’indagine sono state le Pmi che utilizzano l’e-Commerce Pack, il servizio self provisioning che il Gruppo Dada mette a disposizione di imprese e professionisti attraverso il sito Register.it.

Ne è emersa una preponderante propensione alle strategie di comunicazione integrata anche per il 2012 sulla scia del grande successo riscosso nello scorso anno dalle piattaforme marketplace con la stragrande maggioranza di Pmi che sceglie eBay (98%). Il 47% punta anche su altri portali come Ciao, LeGuide, Pikengo, Antag, PaginePrezzi.

Scelte che riflettono la consapevolezza dell’importanza per la community del web delle informazioni reperite attraverso la Rete per le proprie spese. La ricerca dimostra anche che gli stessi utenti sono sempre più propensi agli acquisti online: nel 2011 la fiducia verso i canali di e-commerce è cresciuta notevolmente tanto che il 52% di chi cerca online porta a conclusione sul web i propri acquisti.

A sostenere la predisposizione dei consumatori verso l’utilizzo degli store online ci sono i sistemi di pagamento sicuri come PayPal e le carte di credito prepagate utilizzate dal 41% degli utenti che acquistano sul web.

E le Pmi si stanno dimostrando sempre più consapevoli di questa evoluzione di preferenze tra gli utenti e del valore di investire sul web per supportare le vendite e alimentare il passa parola, attraendo così nuovi clienti. Nel 2011 infatti le nuove attività di e-commerce si sono più che triplicate rispetto al 2010 con oltre il 67% di presenze tra le Pmi.

Fonte: pmi.it

Pagine Facebook aziendale: pronta la Timeline

Anche le Pagine Facebook aziendali si apprestano ad adottare la già famosa Timeline.
A partire dal prossimo 30 marzo anche imprese e brand passeranno in automatico alla nuova interfaccia; occorre quindi conoscere sin da subito le sue caratteristiche per saperle sfruttare al meglio nelle strategie di marketing.

Cosa cambia in sintesi rispetto a prima? Innanzitutto, si tratta di un cambiamento sia estetico che funzionale, molto simile a quanto già sperimentato con le pagine personali: in alto troneggia un’ampia immagine di copertina mentre i contenuti sono visualizzati in ordine cronologico, a tracciare la “storia” del marchio o dell’azienda.

Agli amministratori la possibilità di rendere visibili o meno alcuni post, selezionare quello in evidenza nella parte superiore della Pagina, taggare le immagini o modificare l’immagine di copertina per rinnovare il “mood” aziendale o per portare l’attenzione su determinati argomenti.

Con un apposito avviso, infatti, Facebook ha già provveduto ad offrire agli amministratori la possibilità di visualizzare in anteprima la propria Pagina e sperimentare così l’aspetto e le funzionalità proprie della Timeline (aggiungere eventi, porne qualcuno in evidenza, cancellare tracce del passato, aggiungere dettagli).

Dopo il 30 marzo – se non già fatto volontariamente nel frattempo – la pubblicazione della Timeline sarà automatica.

Fonte: pmi.it

SSRL: è possibile ripartire con un euro?

Finalmente in Italia iniziamo a preoccuparci seriamente delle nuove generazioni di imprenditori. Lo dimostra l’esordio di una nuova forma societaria, la Società Semplificata a Responsabilità Limitata.

Diamo allora un’occhiata alle principali differenze introdotte dal neonato articolo 2463 bis.

I Soci

Secondo la nuova legge, solo le persone fisiche con meno di 35 anni potranno fondare una Ssrl. Il vincolo permane per tutta la vita della società, per questo al raggiungimento della soglia sono consentite tre alternative: sciogliere la società, estromettere i soci anziani o trasformare la società.

Il Capitale

La società semplificata non richiede il versamento minimo di 10.000€ come nelle Srl. Il capitale sociale minimo è fissato al valore simbolico di 1€ , ottima notizia per chi vuole iniziare investendo somme non sempre abbordabili. In compenso sono consentiti solo conferimenti in denaro, con le modalità già previste per le SRL (art 2342).

La Costituzione

Un’importante novità di questa fase riguardail notaio, che sparisce! I documenti societari, infatti, dovranno essere redatti sotto forma di Scritture private in base alle indicazioni presenti del codice civile. Gli amministratori dovranno poi depositare la documentazione presso il Registro delle imprese, che entro 15 giorni procederà alle opportune verifiche e all’iscrizione della Società, che da questo momento verrà ad esistere (art 2189). E’ prevista poi un’ulteriore agevolazione, cioè l’abolizione di diritti di segreteria e bolli.

Non è ben chiaro se la comunicazione dovrà avvenire per via telematica, ma se fosse così, allo stato attuale delle cose, sarà necessario recarsi da un intermediario abilitato alle comunicazioni con il registro delle imprese.

In sostanza, il nuovo articolo introduce novità soprattutto per la fase costitutiva, mentre per tutto il resto rimane valida la legislazione vigente per le Srl.

Qualche valutazione: i pro…

L’unico vero grande vantaggio è quello economico. Il costo per la costituzione delle Semplificate potrebbe infatti essere nullo o arrivare a poche centinaia di euro, niente in confronto ai 2500 € richiesti da un notaio per la costituzione di una normale società di capitali.

L’introduzione della nuova forma societaria punta anche ad uno snellimento della procedura burocratica, che in effetti avviene, ma in un primo momento potrebbe non tradursi in un risparmio di tempo per l’utente, visto che dovrà svolgere tutte le pratiche da solo.

Per quantificare meglio i benefici però occorre aspettare l’uscita dei decreti attuativi che determineranno prassi, modulistica e schema da seguire per la redazione dei documenti societari.

… e i contro

E’ divertente notare come tutte le principali novità siano state oggetto di critiche, partendo dall’ammontare minimo di 1€ del capitale, non sufficiente per ottenere credibilità, fino alla scelte riguardanti l’età.

Infatti per molti sembra esagerata la rigidità del vincolo dell’età. Perchè non eliminare direttamente tali costi piuttosto che rimandarli di qualche anno? Ci sarebbe qualcosa da dire anche sulla soglia di 35 anni, poiché spesso in Italia a quell’età ci riteniamo poco più che adolescenti! :)

Il mondo delle Startup, invece, vede sfumare la possibilità di ottenere finanziamenti in cambio di equity, perchè nella maggior parte dei casi si cercano capitali attraverso fondi di investimento.

Preoccupa anche il livello di sicurezza.Chi controllerà l’identità dei soggetti e l’autenticità delle firme? Prima se ne occupava il notaio, ma ora? Rischiamo di semplificare ulteriormente la vita a chi specula utilizzando prestanome o addirittura inserendo persone nella società senza il loro consenso?

È davvero questa la soluzione per incentivare i giovani?

Il costo di un Srl è indubbiamente eccessivo e incide negativamente sul bilancio di una Startup alle prime armi, ma non può essere questo il motivo per cui non si riesce a sfondare. Si può iniziare con contratti meno onerosi e che richiedono meno adempimenti fiscali e legali, per poi passare, qualora lo fosse necessario, a un società di capitali.

La SSRL è un inizio, è uno dei motivi per cui oggi è più facile fare impresa, ma soprattutto ci fa capire che le istituzioni pensano anche ai giovani e questo non può essere che positivo.

Ma se davvero l’obiettivo è puntare sui giovani, il primo passo da fare è investire sulla loro formazione “imprenditoriale”. Trovare e sviluppare un’idea non è una passeggiata e richiede un’apertura mentale e un bagaglio che non tutti possono vantare.

Fonte: ninjamarketing.it

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